Ci addentriamo in un bosco nel quale trovano posto tutti gli spettacoli di questa nuova quarta avventura. È un bosco popolato, fitto, pieno di storie e singolari personaggi. Lungo il fiume scorgiamo due imbarcazioni: la prima di un certo Lemuel Gulliver, diretta verso nuove e sconosciute terre. La seconda, capitanata da Achab, è alla caccia di un bianco capodoglio. Dietro gli alberi c’è la torre di Raperonzolo, che in compagnia di Rosaspina, senza timore fila la lana con un vecchio arcolaio. Due clown dal naso rosso scrutano dalla loro strampalata casa un cielo che, solcato dal volo di uno splendido cigno, si tinge di un tenue colore rosso. Si fa sera e un asino, un cane, un gatto e un gallo suonano una dolce musica, mentre uno strampalato signore cerca il modo giusto per scrivere

La Lettera, disturbato dai continui suggerimenti di una Grande Fabbrica che produce Parole. Apperò il teatro vuole diventare la dimora della meraviglia, il giardino dello stupore. Dove si possa vagare liberamente per cogliere la bellezza di un teatro che fa sorridere, saggiare la libertà di un mondo in cui tutto può succedere, lasciarsi stupire dalle luci, dai colori, dalle storie che raccontano e custodiscono una parte di noi. Un ringraziamento a Gino Fiocco e Sabrina Argentati che credono nel teatro per le nuove generazioni e che accolgono e sostengono la nostra rassegna. 

Marco Pomari 
direttore artistico
Apperò il Teatro

Ci addentriamo in un bosco nel quale trovano posto tutti gli spettacoli di questa nuova quarta avventura. È un bosco popolato, fitto, pieno di storie e singolari personaggi. Lungo il fiume scorgiamo due imbarcazioni: la prima di un certo Lemuel Gulliver, diretta verso nuove e sconosciute terre. La seconda, capitanata da Achab, è alla caccia di un bianco capodoglio. Dietro gli alberi c’è la torre di Raperonzolo, che in compagnia di Rosaspina, senza timore fila la lana con un vecchio arcolaio. Due clown dal naso rosso scrutano dalla loro strampalata casa un cielo che, solcato dal volo di uno splendido cigno, si tinge di un tenue colore rosso. Si fa sera e un asino, un cane, un gatto e un gallo suonano una dolce musica, mentre uno strampalato signore cerca il modo giusto per scrivere

La Lettera, disturbato dai continui suggerimenti di una Grande Fabbrica che produce Parole. Apperò il teatro vuole diventare la dimora della meraviglia, il giardino dello stupore. Dove si possa vagare liberamente per cogliere la bellezza di un teatro che fa sorridere, saggiare la libertà di un mondo in cui tutto può succedere, lasciarsi stupire dalle luci, dai colori, dalle storie che raccontano e custodiscono una parte di noi. Un ringraziamento a Gino Fiocco e Sabrina Argentati che credono nel teatro per le nuove generazioni e che accolgono e sostengono la nostra rassegna. 

 

Marco Pomari 
direttore artistico
Apperò il Teatro